L’ultima domenica

Alle 10 di domenica 5 agosto 2018 c’è stato il congedo dei monaci cistercensi dall’abbazia di Fiastra. Un congedo solo temporaneo, come ha sottolineato con toni decisi il vescovo Nazzareno Marconi, intervenuto all’inizio della Celebrazione eucaristica : «Non è un addio solenne, è soltanto un arrivederci. Questa è la volontà mia, della diocesi e dei monaci».

Il vescovo ha proseguito spiegando come continueranno a essere assicurati i servizi liturgici nella chiesa, senza però designare un parroco, in attesa del ritorno «al massimo entro un anno» dei monaci.

Ha quindi donato a padre Bernardo una riproduzione dell’immagine della Mater Misericordiae (vedi l’immagine di copertina), quale pegno di un rapido rientro dei monaci nel monastero maceratese.

L’intervento del vescovo Marconi all’inizio della Messa
Le parole del vescovo

A conclusione dell’omelia, il priore padre Bernardo ha ricordato: «Otto anni fa mi trovavo a Roma e desideravo andare a vedere nella Basilica di Santa Maria maggiore scendere dal soffitto i petali a ricordo del miracolo, avvenuto tanti secoli fa (nel 358 d.C., ndr), della neve caduta ad agosto, e invece l’obbedienza mi ha portato a dover abbandonare subito in fretta Roma per venire a Fiastra. 8 anni dopo mi viene donato questo quadro della Madonna della Misericordia, nello stesso giorno della Madonna di Santa Maria Maggiore, perché pregandola possa tornare ancora tra voi».

L’Offertorio. Sul lato dell’altare l’immagine della Mater Misericordiae donata dal vescovo Marconi quale pegno del ritorno dei monaci a Fiastra

In conclusione della Santa Messa è venuto il momento del saluto commosso da parte di padre Bernardo, che ha ringraziato per le «attenzioni e le gentilezze» ricevute. E ha concluso: «Porto nel cuore tutti voi, nell’attesa che si possa ritornare nel 2019 per ritrovarci davanti al tabernacolo».

Dopo la benedizione un applauso scrosciante e prolungato ha suggellato la fiducia nel ritorno dei cistercensi espressa sia dal vescovo che da padre Bernardo e la gratitudine per una presenza vissuta come benedizione. 

In fila per salutare padre Bernardo dopo la conclusione della Messa
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3 commenti su “L’ultima domenica”

  1. …ed io ci spero! Ognuno di noi che abbiamo frequentato l’abbazia, almeno un grazie x il bene ricevuto dobbiamo dirlo ai cari monaci!

  2. La presenza dei monaci assicura la vita della chiesa in una delle sue vene in cui può scorrere la linfa della fede e del servizio. Che tornino presto!

  3. Spero, confido e prego affinché – davvero – al massimo entro un anno (o prima !) i Monaci Cistercensi tornino a far pulsare quest’Abbazia, tanto cara a mio zio p. Silvano che ad essa, chiamato dall’obbedienza, dedicò con grande amore gli ultimi anni della sua esistenza terrena (e, come in molti sanno, riposa accanto alla chiesa abbaziale, insieme al p. Abate Rosavini e al p. Andrea, fra i primi a tornare nella terra maceratese per dare nuovo corso alla vita monastica in questo luogo). Non conosco i motivi di questa “sospensione”, per il mio poco capire assai anomala: affido alla materna intercessione di Maria S.ma il pieno superamento di ogni e qualsiasi inquietudine o problema e mi impegno fin d’ora ad esser presente per far festa il giorno del ritorno degli amati Monaci.

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