16 agosto, Rosario alla cappellina di Villamagna

All’Abbadia di Fiastra, in località Villamagna, sorge in un trivio una piccola cappellina, dedicata alla Madonna di Lourdes, di proprietà dei monaci Cistercensi. La zona è bellissima e la presenza di ulivi secolari rimanda all’Orto degli Ulivi, citato nel Vangelo.

Fu grazie ad un padre cistercense che ebbi l’occasione di visitare questo luogo così mistico e di innamorarmene.

Era il 2015 e la cappellina versava in una situazione disastrosa, a rischio crollo, insieme a mio zio Franco Nardi e alla mia collega Tecla Orfini, cominciammo a ripulirla e ripararla.

Terminati i lavori, ci dedicammo al giardino e nacque subito l’idea di piantarvi le piante nominate nella Bibbia e quelle che potevano in qualche modo essere ricollegate al Vangelo e alla vita dei Santi: nacque così il Giardino di Maria!

Il luogo è stato pensato soprattutto per attirare i giovani che vogliono avvicinarsi alla conoscenza della Bibbia, per dar loro la possibilità di vedere, toccare, odorare e gustare ciò che vide, toccò, odorò e gustò … Gesù!

Tempo fa il luogo fu visitato da una biologa che sorpresa esclamò: «Che meraviglia! In questo posto così piccolo, ci saranno circa cento piante di specie diverse!».

Ed è vero! Nel giardino sono presenti ben quattro varietà di lavanda, chiamata il “profumo di Maria”, più di una dozzina di specie di rose, diverse per colore, profumo e forma a ricordare Maria “Rosa Mistica”; un melo che riporta alla mente il frutto proibito; un fico (tantissimi sono i riferimenti nella Bibbia a quest’albero), una vite; un rovo che produce succose more e, chiaramente, non poteva mancare l’albero di Giuda che con i suoi fiori porpora, in primavera rende il luogo davvero suggestivo.

Tra i fiori ci sono anche i mughetti, citati nel Cantico dei Cantici: «Io sono un narciso di Saron, / un giglio delle valli. Come un giglio fra i cardi, / così è la mia amata tra le fanciulle». (Cantico 2,1-2). Essi rappresentano Maria, il fiore umile e profumatissimo, un grappolo immacolato di virtù e di amore.

Altri fiori sono i bastoni di San Giuseppe, i gigli di Sant’Antonio e quelli di San Luigi, ma anche l’issopo, citato 12 volte nella Bibbia.

L’uso dell’issopo era legato alle aspersioni e alle purificazioni ri­tuali. Il libro dell’Esodo afferma che è con rametti di issopo che il popolo ebraico, schiavo in Egitto, segnò le porte delle case con il sangue per essere protetti: Poi prendete un mazzetto d’issopo, intingetelo nel sangue che sarà nel catino e con quel sangue spruzzate l’architrave e i due stipiti delle porte. Nessuno di voi varchi la porta di casa sua, fino al mattino. (Es 12,22).

Tra le piante aromatiche i capperi, le cipolle, l’aglio, il coriandolo. Ora la manna era simile al seme del coriandolo e aveva l’aspetto della resina odorosa” (Numeri 11,7)e tante altre piante ancora.

Chi passeggia verso le 19 a Villamagna può assistere ad un vero “concerto” di profumi”!

È antichissima tradizione cistercense regalare per la festa dell’Assunta sacchettini di lavanda, a ricordare il profumo di Maria, e sacchettini con sette erbe aromatiche a richiamare i sette dolori di Maria e i sette sacramenti.

Quest’anno, per non interrompere la tradizione dopo la partenza temporanea dei cistercensi, padre Giustino Casciano osa, priore della Comunità Agostiniana di Tolentino, ha accolto benevolmente la mia iniziativa di realizzare i sacchettini di lavanda e di erbe aromatiche presso il Convento di San Nicola da Tolentino. I padri Cistercensi mi hanno consegnato la preghiera che accompagna i sacchettini e … hanno benedetto l’iniziativa; anche il diacono Stefano Paoloni, ora punto di riferimento per le attività liturgiche e pastorali, dell’Abbazia di Fiastra è stato solidale e disponibile.

Il 16 maggio alle 20.30 Padre Giustino Casciano ha guidato a Villamagna la recita del Rosario, insieme agli abitanti del luogo. Poche sono le famiglie storiche rimaste in questa contrada e a prendersi cura del luogo. Tra di esse si ricordano: Bruna e Mariapia Clementini, rispettivamente moglie e figlia del guardiacaccia, che accudiscono con tenacia ed umiltà il Giardino di Maria, la famiglia Mari, che ha impiantato una piccola fontanella per innaffiare la vegetazione, la famiglia Orazi, che ha concesso un piccolo triangolo di terra per poter piantare qualche pianta in più, la famiglia Nabissi che è sempre disponibile a portare il letame per nutrire le piante. La famiglia Chitarrari che ha installato un comodo sedile proprio davanti la cappellina, perché la panchina che c’era non era sufficiente, quando a maggio si prega il rosario e poi per avere “una visione” diretta della Madonnina; Francesca Cuscianna, invece, si è sempre occupata di organizzare una merenda a fine rosario.

Tra le famiglie che sono arrivate da poco a Villamagna, ma che hanno dato un grosso contributo è da ricordare la famiglia Tagliazucchi: grazie a Milena e Mauro, è nato il Giardino di Maria, perché per un anno intero hanno offerto gratuitamente l’acqua per innaffiarlo.

Inoltre, è da ricordare Donatella Fuselli che offrendo la sua lavanda, ha consentito la realizzazione di moltissimi sacchettini. Le offerte ricavate dalla distribuzione dei sacchettini andranno in favore dei ragazzi seguiti da Padre Gabriele Pedicino osa.

Padre Giustino, prima della recita del Santo Rosario, ha voluto creare un clima di fraternità facendo ascoltare a tutti alcuni canti mariani. Poi il simpatico Padre agostiniano ha fatto cantare ai presenti la sua canzone preferita: “Gesù mi ama” e ha invitato i presenti a battersi le mani l’un l’altro.

Una volta creata l’atmosfera adatta, Padre Giustino ha voluto nominare tutti i defunti delle famiglie storiche di Villamagna, oltre a quelle sopracitate, i Paolucci, i Morichetti, i Tartarelli, i Salvucci, i Bonifazi, i Bucossi e i Ciarlantini… anche quelle che se ne sono andate da Villamagna.

Dopo aver introdotto il primo mistero della luce, ricordando il battesimo di Gesù e quello dei presenti, ha chiamato Bruna Clementini a recitare la prima decina.

La seconda decina, l’agostiniano l’ha dedicate a tutte le famiglie, specialmente quelle più problematiche, quelle divise e ai conviventi affinché possano comprendere la bellezza del matrimonio cristiano. Maurizio Mari ha recitato la seconda decina.

La terza decina, recitata dal giovane Luca Orazi, è stata dedicata alla conversione dei giovani. Convertirsi, ha detto Padre Giustino, non significa rinunciare ad andare a ballare o a mangiare, ma significa rinunciare al male.

La quarta decina, dedicata a tutte le croci che gli uomini sono chiamati ad abbracciare, come i fatti di Genova o il terremoto per noi marchigiani, è stata guidata da Lorella Nabissi.

L’ultima decina del rosario, guidata da Tecla Orfini, una delle benefattrici di Villamagna, è stata recitata per chiedere a Dio di aprire le porte del Paradiso a tutte le anime dei defunti che si trovano nei cimiteri vicino a Villamagna.

Le litanie a Maria Madre dei poveri sono state lette dalla scrivente.

Dopo la contemplazione dei misteri del Rosario si è passati alla benedizione e distribuzione dei sacchettini di lavanda e delle erbe aromatiche.

Prima dei saluti di rito, Maurizio Mari, rappresentante delle famiglie storiche di Villamagna, ha regalato a Padre Giustino una lonza ed un salame, perché ormai è noto a tutti che a Villamagna: «Se prega e se magna!».

La serata si è conclusa in un clima di grande serenità.

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