Lo stile

L’architettura cistercense rispecchia la spiritualità di questo Ordine che, nato come riforma dell’Ordine benedettino di Cluny, ricercava l’autenticità nella povertà, ispirandosi ai Padri del deserto e rifiutando tutto ciò che appariva superfluo. Così anche le chiese cistercensi nascevano spoglie in contrapposizione a quelle cluniacensi che abbondavano in ornamenti e decorazioni.

L’Abbazia di Fiastra fondata da san Bernardo tramite l’Abbazia di Chiaravalle Milanese, esprime in modo nitido le caratteristiche di povertà, semplicità, essenzialità con evidenti analogie alle chiese cistercensi di Lombardia, da cui provenivano i monaci di Fiastra.

In base a tali criteri la chiesa non aveva altri elementi decorativi se non i capitelli, tutti diversi per forma e decorazione, ornati prevalentemente con motivi floreali, agresti o arabescati: gigli, foglie, rosette, rami, pesci, uccelli; a eccezione di un drago che inghiotte un serpente, riproducente lo stemma del Duca di Spoleto e Marchese di Ancona, Guarnerio, il mecenate che aveva offerto i suoi beni per la fondazione dell’Abbazia.

Un capitello

Fa eccezione solo la Madonna di Scuola Salimbeni di cui si parla nell’articolo qui linkato.

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