Opere pittoriche

Solo a partire dal secolo XV, al tempo dei Cardinali Commendatari, si sono aggiunte le poche decorazioni pittoriche della chiesa abbaziale.

A metà parete della navata destra c’è una Madonna col Bambino tra S. Nicola di Bari e S. Sebastiano, del 1539: un affresco senza grandi pregi. Con tutta probabilità si tratta di un ex-voto.

Sant’Amico

Al terzo pilastro a sinistra della navata centrale è raffigurato S. Amico, monaco converso cistercense: un affresco del 1539 dalle linee essenziali e dal cromatismo elementare.

Nell’ultimo pilastro a sinistra possiamo ammirare un’altra Madonna col Bambino. Lo stile è il gotico internazionale della Scuola marchigiana della fine del XIV secolo. Il dipinto è attribuito alla Scuola fratelli Salimbeni da S. Severino. La Vergine siede sul trono finemente intarsiato. Lo sfondo formato da due archi dà il senso della profondità e l’immagine sembra uscire dal fondo dominando la scena. La delicata figura della Vergine è curata nei minimi dettagli. Lo sguardo dolce ed espressivo è amorevolmente rivolto a chi la guarda. Il Bambino, vestito di verde, porta un uccellino nella mano destra, è in piedi sulle ginocchia della Madre e a lei volge lo sguardo.

Madonna col Bambino

Nel presbiterio sotto il rosone domina una Crocifissione.

Crocifissione

Ai lati in due nicchie, originariamente monofore, S. Benedetto e S. Bernardo, e al suo lato in ginocchio il Cardinale Commendatario, Latino Orsini. Il Cristo morto col capo chino e il volto sereno dopo l’acerbo dolore, ci viene amorevolmente indicato dalla Madre che, avvolta in un manto nero, volge piangente lo sguardo ai fedeli. In ginocchio abbracciata con tenerissimo affetto alla croce è Maria Maddalena dai lunghi biondi capelli fluenti lungo le spalle. L’Apostolo Giovanni a mani giunte fissa addolorato il volto di Gesù. Da tutti i volti si sprigiona un profondo senso di umanità colta nel momento culminante della morte del Signore. La scena si apre verso i fedeli per invitarli a partecipare al dolore della Crocifissione. L’affresco, attribuito a Stefano Folchetti – scuola del Crivelli – reca una data leggibile a distanza: 1473.

Sulla parete destra è il grande dipinto seicentesco a tempera, rappresentante S. Girolamo penitente nel deserto, senza particolari pregi artistici.

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